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Elezioni 2018

Tra pochi giorni si vota per la Camera dei Deputati, il senato e in alcune regioni (vedi Lazio), precisamente il 4 marzo, una sola giornata e 3 schede (dove ci sono le regionali).
Cosa fare?
Analizziamo gli schieramenti in campo: da una parte abbiamo il centrosinistra che ha governato dal 2011 in poi, con risultati modesti e in alcuni casi vorrei dire negativi (vedi economia, sicurezza, immigrazione e politiche estere).
Ma quello che mi impressiona è che non presentano un piano di rilancio vero, ma sempre un piano di pressione fiscale e di interventi tampone a macchia di leopardo, in pochi settori e con poca visione.
Poi abbiamo il Movimento 5 Stelle; programma ambizioso, pieno anche di errori di valutazione ma comunque innovativo. Quello che è completamente fuori dalla realtà sono le spese di copertura di questi investimenti che vogliono fare e delle cosiddette spese “nuove”, che porterebbero al default il Paese, senza parlare della classe dirigente e senza esperienza; E dove governa, il dramma è sotto gli occhi di tutti.
Quindi il centrodestra: qui la classe dirigente è un po’ “datata”, ma offre la novità vera della flat-tax (da me detta e scritta negli ultimi 10 anni) e un programma su sicurezza, immigrazione e occupazione un po’ più serio ma con le competenze dovute. Certamente la credibilità internazionale è superiore rispetto a tutti gli altri schieramenti. Speriamo che le differenze di vedute nella coalizione però non diano problemi, soprattutto per la nostra immagine internazionale durante la gestione governativa. Il mio unico dubbio resta se effettivamente una maggioranza il centrodestra la avrà, con questa legge elettorale ma come dicono in USA, “wait and see..” e come si dice dalle mie parti, a Roma, in latino “sperem!!!”.

 

Franz Turchi

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