Non basta ancora

Centinaia di morti e nessuna soluzione

Domenica 19 Aprile: il Mediterraneo è di nuovo luogo di morte atroce, orribile

Chi è senza peccato scagli la prima pietra.

Secondo la ricostruzione dei fatti, il barcone partito dall’Egitto, ha fatto poi sosta a Tripoli, in Libia, per caricare altri esseri umani. Chi paga meno va giù, chiuso in stiva, chi paga un po’ di più sta sopra e riesce ad avere anche un salvagente.

Al momento dell’avvicinamento al portacontainer portoghese, la ressa, la disperazione, la voglia di salvezza, l’inesperienza e l’affannarsi hanno decretato il peggio. Il barcone si è rovesciato e gente che non ha neanche mai visto il mare, ha finito la sua vita in acqua o annegata in stiva senza possibilità di scampo.

La dignità umana ha da tempo smesso di avere valore e da altrettanto tempo, nessuno muove un dito per sanare situazioni allo sbando.

Questa non è immigrazione, questa, come dice giustamente Bergoglio, è schiavitù, una nuova schiavitù prodotta dal profitto, dalla guerra, dalla povertà, da politiche incoscienti e dissennate.

I responsabili sono tanti; la rabbia e lo sdegno per la sciagura consumata sono incalcolabili.

Basta con esseri umani che gettano persone in mare solo perché cristiane; basta con le terribili immagini di disperati che si salvano aggrappandosi a corpi senza vita; basta con la legge del più forte: non siamo animali, non siamo bestie.

Basta, e da tempo doveva valere la parola “basta”. Responsabili sono tutti coloro che sapevano ma che per ipocrisia e occorrenza politica non hanno fatto nulla per porre fine a questo massacro.

Anche la giungla ha le sue leggi naturali; qui c’è solo indifferenza e vergogna da parte di chi sapeva e non ha agito.

Il 20 Aprile l’Unione Europea ha deciso di potenziare il pattugliamento per il controllo del Mediterraneo, “di fare lo sforzo” di distruggere le navi e catturare gli scafisti e ha pensato un aiuto a Grecia e Italia per processare le richieste di asilo. Ha poi stabilito che verranno prese le impronte digitali a tutti i migranti, il rimpatrio veloce degli irregolari, saranno colpite le organizzazioni del traffico umano e si lavorerà con le Nazioni di provenienza dell’immigrazione, al fine di dissuadere le persone a partire seguendo queste vie illegali e disumane.

Vergogna. Si la parola è forte ma ci sta tutta.

Ogni paese che ha partecipato alla coalizione che ha fatto cadere la Libia nel caos era consapevole che senza una guida sicura, Tripoli sarebbe finita nelle mani di bande e tribù; ogni nazione sapeva che non si sarebbe avuto più nessun interlocutore semi-affidabile.

Ogni stato europeo, ogni intelligence erano a conoscenza che armando i ribelli libici e siriani si finanziavano mercenari indottrinati e fondamentalisti. E ora questi criminali controllano anche i barconi della morte e ne traggono profitto alimentando quel terrorismo che tanto si dice, si vuole combattere.

E’ da tempo che si fanno studi sulla disastrosa situazione dei paesi sub-sahariani, affamati, poveri e con un bassissimo livello culturale, è da non poco che il fondamentalismo islamico fa leva su questi elementi per attrarre giovani ed è da sempre costante il monitoraggio dei flussi migratori, dei porti di partenza e le rotte, ma nessuno con potere decisionale ha fatto qualcosa di concreto per alleviare le drammaticità di questi elementi, che messi insieme, sono esplosi in maniera ribollente.

L’Europa fissa e chiusa sulle sue politiche economiche discutibili, sulla crisi ucraina e guidata da mano americana poco lungimirante e poco intelligente, non ha mai sviluppato una seria politica estera volta alla messa in sicurezza di aeree strategiche. I pochi passi che consapevolmente l’UE ha fatto non sono che andati a scoperchiare situazioni pericolose, peggiorando focolai di crisi.

Per tutti questi motivi, scatena un riso grottesco il fatto che i grandi paesi riuniti in un vertice eccezionale, abbiano deciso ora di fare qualcosa che da anni doveva essere compiuto.

Triton non ha neanche il compito di salvare vite, di soccorrere persone in mare e l’Italia è diventata Caronte, senza una seria politica migratoria, di controllo delle frontiere.

I criminali schiavisti si prendono gioco del nostro paese, della nostra politica, della politica europea, assente: riempiono i serbatoi a metà quando va bene, sicuri certamente, com’è normale e doveroso che sia, che coloro che sopravvivono alla traversata, vengono soccorsi dalle navi della Marina Italiana o dai pescherecci che si trovano a passare di lì. E Triton guarda, come guarda l’Europa, giusto per un po’, e poi si gira dall’altra parte.

Scagli poi la prima pietra quel paese africano e nord africano che, sapendo il destino funesto di tanti che decidono di attraversare il Sahara, di attendere mesi di detenzione e violenze prima di imbarcarsi su una carretta, ha mai avviato appelli, campagne d’informazione, politiche economiche sane e politiche anticrimine per spezzare alla partenza e all’arrivo questa barbarie. Nessuno; come se si volesse dire: “Meglio liberarsi di questi affamati, meglio il crimine che porta denaro e ti solleva da responsabilità”.

Infine la mancanza di controllo sull’immigrazione e un’adeguata politica che risolva l’inefficacia fin qui dimostrata, spalanca le porte a terroristi che scelgono queste vie per raggiungere sponde di paesi da prendere nel mirino.

Il problema italiano ed europeo è che fino ad ora si è parlato con ipocrisia e buonismo d’immigrazione, senza una reale visione politica, senza un reale interesse politico, senza una reale volontà di sanare con i fatti, situazioni problematiche. E perché sia mancato questo interesse non si sa; l’unica cosa chiara è che in Italia, la Lega raddoppierà i suoi voti, perché di fatto, senza entrare nel merito delle soluzioni e dei clamori, espone problematiche oggettivamente esistenti che nessun altro ha mai posto fino ad ora.

Le politiche da adottare per fare fronte allo scempio delle morti in mare possono essere diverse, ma questo discorso apre altri capitoli. Intanto però per iniziare, due cose sono sicure: è assodato che le persone non si possono lasciare in mare ed è vietato farlo dalle leggi internazionali, ma per trattare seriamente il tema dell’immigrazione ci si deve scrollare di dosso quella sorta di sovrastruttura imperante per cui non si deve parlare dei flussi che in maniera soltanto positiva, in termini di accoglienza e salvataggio, perché il crimine ci specula sulla disperazione e ci si arricchisce.

Il problema è l’illegalità.

Se non si fa questo, se non si esce da questa ipocrisia, non si riescono a vedere quali sono oggettivamente le problematiche da trattare e le soluzioni politiche adeguate e ragionevoli da intraprendere.

In secondo luogo, le nazioni occidentali devono comprendere che ogni strage è una sconfitta per l’umanità.

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