L’Europa e la nuova sfida

Siamo tutti angosciati e sconvolti, provando un profondo senso di orrore e dolore, dagli accadimenti di Parigi.
La tragedia è sotto gli occhi di tutti, più di 130 morti e 300 feriti… e non è finita! la disperazione e il dolore delle famiglie di oltre 10 paesi coinvolti oltre alla Francia, ci colpisce tutti.
Cosa fare? come reagire? come prevenire? ecco alcune domande che in tutto il mondo la gente comune si fa e prova a dare una risposta.
Certamente non continuare ad avere lo stesso atteggiamento di prima, cioè di non avere come primo obbiettivo il problema terroristico jihdaista!
Si dobbiamo capire che questa è la sfida del secolo, e purtroppo la nostra guerra, come lo sono state le 2 mondiali in quello precedente, e dobbiamo attrezzarci mentalmente e operativamente.
Dopo aver detto che non tutto il mondo mussulmano, che rispettiamo, è così ma che solo le frange estremiste lo sono, di cui l’Isis rappresenta la faccia organizzata e purtroppo mediaticamente spendibile, dobbiamo preparaci mentalmente a vivere con questa minaccia nella nostra vita quotidiana e abituare le famiglie a vivere questa realtà, stando più attenti a quello che si fa ogni giorno (soprattutto ora con il Giubileo) e a parlarne di più in casa anche quando sarà passato tempo dalla tragedia, che abbiamo visto in questi giorni.
La sfida di questo mondo non è più lontano, in territori che poco vedevamo (solo in televisione) e che poco sentivamo, ma è in casa nostra e come tale dobbiamo affrontarla .
I governi dovranno intervenire con le giuste misure di prevenzione e salvaguardia , ma a mio avviso anche con un accordo internazionale ( vedi soprattutto USA – Russia) per intervenire in Libia e in Siria, oltre che nel rafforzare la presenza ora indebolita in Iraq.
Se lo faremo ed i leader mondiali metteranno da parte errori del passato, forse questa guerra del terrore finirà presto; se invece tentenneremo o soprattutto USA e Russia non troveranno un accordo di massima, purtroppo noi europei ne soffriremo le conseguenze a lungo.
Ci auguriamo che, come i leader del passato che ci hanno dato l’Europa in pace, anche questi attuali abbiano le stesse visioni e capacità.
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