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Notizia del 18/12/2009 15.50.00
A cura di: Avanzino Capponi    
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Dalla stabilizzazione al “probabile” miglioramento
Dalla stabilizzazione al “probabile” miglioramento E' quanto emerge dalla Relazione Previsionale e Programmatica presentata dal Ministro dell'Economia Giulio Tremonti

In estate la congiuntura internazionale è nettamente migliorata. Sono emersi prima segnali di stabilizzazione e poi di graduale ripresa, in particolare nelle economie dell'area asiatica.
Gli indicatori sembrano concordi nel prospettare un recupero dell'attività economica nelle principali aree geografiche, anche per effetto delle misure di politica economica adottate dai Governi.
Le tensioni sui mercati finanziari si sono fortemente attenuate rispetto alla fase acuta della crisi. Il miglioramento degli indicatori economici emerge anche in Italia, a luglio l'indicatore anticipatore elaborato dall'OCSE (Composite Leading Indicator) ha segnalato per l'Italia (unitamente alla Francia) i valori più elevati all'interno del gruppo dei sette paesi più industrializzati (G7).
La produzione industriale e gli ordinativi dell'industria hanno registrato segnali di recupero nei mesi estivi. Al fine di contrastare il deterioramento del mercato del lavoro, il Governo ha finanziato per un ammontare significativo gli ammortizzatori sociali son i provvedimenti anticrisi adottati.
Se si analizzano gli indicatori tendenziali di finanza pubblica in valori percentuali del Pil si nota come l'indebitamento netto nel 2013 raggiungerà il 2,2% del Pil, gli interessi cresceranno fino al 5,6 e l'avanzo primario si attesterà al 3,4%. Il debito pubblico raggiungerà quota 112,7% del Pil, mentre si avrà una riduzione del fabbisogno del settore statale e del settore pubblico.
Tali sviluppi consentono di delineare uno scenario per l'economia italiana lievemente favorevole rispetto al DPEF per il biennio 2009-2010. In termini strutturali, però, nel 2009 il saldo di bilancio peggiora di 0,2 punti percentuali rispetto al DPEF per l'effetto prevalente delle maggiori misure una tantum. Il percorso di risanamento riprende a partire dal 2010: dopo il peggioramento del 2008 e la lieve riduzione del 2009, il deficit corretto per il ciclo e al netto delle misure una tantum risulta in progressivo ridimensionamento negli anni a seguire con una correzione cumulata di circa 1,4 punti percentuali al 2012.
Dal secondo trimestre del 2009 l'economia mondiale sembra aver superato la fase più negativa della crisi economico-finanziaria iniziata nel 2007.
Nonostante permanga un elevato grado di incertezza, gli indicatori hanno segnalato prima una stabilizzazione e poi un miglioramento in numerose aree geografiche, a partire dall'Asia.
In linea con il miglioramento della congiuntura internazionale, anche per l'Italia si sono manifestati segnali incoraggianti di ripresa nei mesi estivi.
Particolarmente favorevole è il Composite Leading Indicator dell'OCSE. Per l'Italia e la Francia in particolare, l'indice ha assunto i valori più elevati all'interno del G7. La fiducia delle imprese manifatturiere da aprile ha mostrato una progressiva ripresa, inoltre le inchieste congiunturali evidenziano che ad agosto il processo di decumulo delle scorte si è arrestato. La produzione industriale ha arrestato la caduta; l'indice, a luglio, ha mostrato una ripresa congiunturale dell'1,0%.
Le indagini sul credito bancario (Bank Lending Survey) relative al secondo trimestre 2009 confermano la tendenza alla moderazione delle restrizioni dell'offerta di credito alle imprese. Nel secondo trimestre il Pil si è contratto dello 0,5% rispetto al trimestre precedente, anche se il risultato è stato migliore delle attese. Tra le principali componenti, i consumi privati (in particolare quelli di beni durevoli) hanno mostrato una ripresa rispetto al trimestre precedente per effetto degli incentivi per il rinnovo del parco auto varati dal Governo lo scorso febbraio. Le esportazioni e le importazioni si sono ridotte rispettivamente del 3,7% e del 3,0% rispetto al trimestre precedente.
Nell'anno in corso, invece, l'occupazione si ridurrebbe del 2,5%, nel 2010, la flessione sarebbe marginale, con una ripresa negli anni successivi. Nel 2009, il calo maggiore delle unità di lavoro è previsto nell'industria in senso stretto (-6,7%). Il tasso di disoccupazione si collocherebbe all'8,5% nel 2009 e aumenterebbe ancora lievemente nel 2010, per poi ridursi al 7,5% nel 2013.
Nei primi otto mesi del 2009, proseguendo la tendenza in atto dall'autunno del 2008, la variazione annuale dei prezzi al consumo ha mostrato un deciso segno di rallentamento, con un tasso di crescita che è passato dal 4,1% allo 0,1%. Da febbraio 2009 è in atto un'inversione di tendenza, con un ampliamento dei differenziali, all'estremo superiore dell'intervallo si colloca l'Italia Meridionale (+0,8%), mentre all'estremo inferiore si trovano le ripartizioni Nord-Occidentale e Nord-Orientale
(-0,2%).
In analogia a quanto avvenuto lo scorso anno la manovra di bilancio per il prossimo triennio è stata in parte anticipata, con l'adozione già in estate di un provvedimento normativo organico. Contestualmente al DPEF per gli anni 2010-2013 il Governo ha varato un decreto legge finalizzato a coniugare una duplice esigenza: fornire un primo aggiornamento della manovra finanziaria triennale e imprimere nuovo slancio all'economia, mantenendo il controllo dei conti pubblici.
La legge finanziaria che viene presentata contestualmente a questa Relazione, viene adottata in continuità con questa logica di prudenza fiscale, mediante misure congegnate per avere un impatto fiscale quanto più possibile neutrale.
Il provvedimento reperisce risorse per circa 17 miliardi negli anni 2009-2012, quota parte delle misure contenute è destinata a favorire una più rapida uscita dalla recessione.
Insomma, da questa Relazione emerge che il peggio è passato in quanto l'economia italiana dovrebbe, dal 2010, riprendere un percorso di risanamento sia dei conti pubblici che della congiuntura. Gli indicatori un po' meno incoraggianti provengono dal mercato del lavoro che purtroppo rileva ancora un trend negativo per il tasso di disoccupazione.
Molti dubbi, comunque rimangono a proposito del quadro previsionale sulla crescita perchè le misure adottate a sostegno della stessa sono scarse ed inefficaci.
 

info@lapiazzaditalia.it
 
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Si, finalmente abbiamo fatto chiarezza e la quota che oramai faceva opposizione più a sinistra della sinistra è stata messa fuori dal PDL. Penso che fini si debba sentire responsabile di non avere m..
di Franz Turchi
 
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