Ancora guerra fredda

La convergenza Usa-Russia, nonostante i riavvicinamenti nelle questioni terrorismo e accordo su nucleare iraniano, resta in assoluto una “convergenza parallela”

Se ne parlava da un paio di mesi ed ora se n’è avuto conferma. Gli Usa hanno deciso di schierare, per la prima volta, alcuni sofisticati caccia F22 in Europa. Una sorta di monito, di attestato di presenza vigile diretto a Putin, e alla sua condotta aggressiva lungo i confini dell’Alleanza.

Per il Pentagono la presenza dei sofisticati velivoli, con capacità stealth, rappresenta una buona deterrenza nei confronti di Mosca. Oggetto del contendere, l’azione dei russi in Ucraina che, ha osservato il segretario per l’Aviazione militare Deborah Lee James, “è fonte di grande preoccupazione”.

L’arrivo degli F22 Raptor segue una serie di iniziative prese dagli Stati Uniti in coordinamento con la Nato. Washington ha inviato velivoli A 10 per il supporto alle unità terrestri, mandato rinforzi, hanno partecipato a importanti esercitazioni con i partner atlantici mobilitando i bombardieri strategici B52 e il comando statunitense ha previsto di accrescere i depositi militari in Europa pre-posizionando altro materiale. Tali mosse sono legate e intrecciate alla crisi ucraina e alle ripetute “collisioni sfiorate” nei cieli tra caccia alleati e i ricognitori russi. Scene da guerra fredda post litteram.

Il Pentagono ha già usato all’estero l’F22 con buoni risultati. Nello scacchiere asiatico e di recente nelle operazioni contro lo Stato Islamico nel teatro siro-iracheno. L’Us Air Force ha messo a punto un sistema noto come “Rapid Raptor Package” che permette l’invio, in tempi stretti, di una piccola task force composta da 4 caccia, un C 17 per la logistica e il personale necessario per assistere i velivoli in basi avanzate

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