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Notizia del 26/02/2010 23.59.00
A cura di: Giuliano Leo    
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Si salvi chi può
Si salvi chi può Gli accadimenti giudiziari che hanno coinvolto alti funzionari della Protezione Civile impongono riflessioni di carattere generale

Siamo di fronte ad una nuova dilagante emergenza corruzione come ai tempi di “Mani Pulite” come dicono alcuni oppure abbiamo davanti casi isolati di una fraudolenta gestione delle casse e del potere pubblico come si sforzano ad affermare altri? E se ci sono, quali le similitudini con tangentopoli?
In effetti rispondere a questi interrogativi non è facile, ma esaminando i fatti accaduti in questi mesi sul versante “corruzione” si possono trarre se non giudizi definitivi, almeno risposte che siano le meno frettolose possibili.
Da mesi oramai i mass media italiani bombardano i cittadini con notizie per nulla confortanti riguardo la moralità e l’eticità dei rappresentanti politici presenti nel nostro Paese. E se fino a qualche tempo fa giornali e televisioni avevano come unico bersaglio Berlusconi e i rappresentanti del centrodestra, adesso si respira una atmosfera di vera e propria caccia alle streghe che coinvolge anche settori più o meno vasti dei rappresentanti politici dell’opposizione.
Dagli scoop sulle frequentazioni estive a “luci rosse” di “Villa Certosa” in Sardegna - residenza estiva del Capo del Governo - si era passati attraverso un vortice di supposizioni, alla vicenda “scollacciata” delle escort giunte a Palazzo Grazioli - residenza romana del Premier - per giungere, all’approssimarsi delle elezioni europee dello scorso giugno, al caso riguardante il così detto ”naomi-gate”. Per mesi insomma i giornali di una certa parte politica, ma anche quelli che paventano un’indipendenza al momento solo presunta, hanno gettato fango sul presidente del Consiglio legittimamente eletto dagli italiani, esercitando una pressione su di esso che avrebbe potuto portare alla fantomatica scossa, come preconizzato da D’Alema, che avrebbe potuto schiantare in mille pezzi la coalizione governativa e con essa il debolissimo sistema bipolare italiano.
Il punto di “flesso” di tale destabilizzante tentativo è stato il forum del G8 di luglio tenutosi a L’Aquila durante il quale ci sono stati gli ultimi tentativi - anche da parte di giornalisti stranieri - di infliggere un colpo mortale alla credibilità italiana di fronte agli occhi di tutto il pianeta. Fallito quest’ultimo tentativo di delegittimare Berlusconi attraverso scandali di natura sessuale, si è passati ad accusarlo di contiguità con la cupola mafiosa attraverso le demenziali affermazioni rese da Ciancimino junior, ma visto che anche queste accuse, prive di riscontri oggettivi, sono cadute logicamente nel vuoto ecco che gli esperti dell’anti mafia hanno preso ad accusare esponenti Governo di essere manutengoli dei clan malavitosi chiedendone a gran voce le dimissioni come nel caso del sottosegretario all’economia Nicola Cosentino.
Insomma i mass media anti-Cavaliere hanno tentato, grazie all’uso strumentale di pentiti ad orologeria e di talune toghe non propriamente imparziali, di far passare l’idea che il Paese sia amministrato da un Governo del Malaffare, tesi questa respinta al mittente a causa delle numerose azioni messe in atto dai dicasteri dell’Interno e della Giustizia volte all’inasprimento delle sanzioni contro i mafiosi e alla cattura - oramai quasi quotidiana - di esponenti di spicco della criminalità organizzata, siano essi affiliati alla mafia, alla camorra o alla n’drangheta .
Fallito anche il tentativo di impelagare direttamente Berlusconi in affari di sesso o mafia ecco che la santa alleanza moralizzatrice imperante in Italia - costituita dall’impero mediatico De Benedetti, dai giornali e dai partiti della Sinistra estrema, dal partito di Di Pietro e da quello delle Toghe che poi sono l’identica cosa - ha preso ad attaccare anche i simboli del buon Governo Berlusconiano iniziando da quello forse più amato nel Paese: Guido Bertolaso sottosegretario alla Protezione Civile. Il mezzo utilizzato il solito: intercettazioni telefoniche che cercavano di coinvolgere il sottosegretario se non in azioni di corruzione, messe in atto da alti funzionari della Protezione Civile, su cui le autorità giudiziarie getteranno crediamo la giusta luce, nelle solite accuse di scarsa moralità per aver usufruito di prestazioni sessuali “gentilmente”offerte da imprenditori consenzienti.
Insomma se non si può attaccare il “Capo” si devono attaccare tutti coloro che gli stanno più vicini e che ne puntellano e ingigantiscono, con il loro operato, il tasso di gradimento tra i cittadini.
Il fatto è che però al solito, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.
Si è tentato di macchiare la moralità del Cavaliere attraverso scandali sessuali?
Ed ecco che come per magia prima il “trans gate” con protagonista l’ex Governatore della regione Lazio Marrazzo - esponente di spicco dei Democratici che ha fatto le sue fortune politiche e professionali grazie al suo moralismo “un tanto al chilo” che tanto piacciono oggigiorno agli schifati dalla vecchia partitocrazia che costellano il web e che si affastellano nelle piazze - e poi il caso del Sindaco dimissionario di Bologna Del Bono - Prodiano a tutto tondo - beccato a spendere e spandere i soldi dei contribuenti in vacanze in giro per l’Italia e per il Mondo con la sua ex segretaria nonché ex amante.
Si cerca di colpire esponenti politici del centrodestra con accuse di mafia e di corruzione? Ed ecco che contemporaneamente spuntano fuori comportamenti a dir poco sospetti o per lo meno politicamente colpevoli da parte di esponenti del centro sinistra nazionale e locale: Bassolino, De Luca , Jervolino,Vendola, Loiero chi più chi meno è coinvolto in inchieste che riguardano casi di mala gestione della cosa pubblica attraverso aiuti sospetti ad imprenditori amici o ad ambienti contigui alla criminalità.
Il paragone con venti anni fa riguardo Tangentopoli non sembra al momento reggere: l’unica cosa che sino a qualche mese fa sembrava essere simile era lo strabismo dei mass media nel dirigere lo sguardo indagatore ed accusatore solo ed esclusivamente verso una parte politica: quella del centro destra.
Una volta provato a scoperchiare il verminaio però, gli schizzi di fango - più o meno veri - hanno per forza di cose investito tutti, è apparso cioè quello che tutti sapevano ma che nessuno aveva il coraggio di dire : mele marce si trovano a destra come a sinistra passando per il centro.
Ai tempi di “mani pulite” una parte dei partiti - quella che per decenni avevano governato, più o meno bene, il Paese - erano stati spazzati via e la Sinistra aveva cercato di occupare il loro posto.
Adesso si tenta attraverso una campagna destabilizzatrice di limitare la forza dei due partiti maggiori - PdL e Partito Democratico - visto che quest’ultimo non pare in grado, per una propria debolezza strutturale, di mettere nella rete del centrodestra gli assist provenienti da magistrati e mass media: a questo punto pare che a parecchi sia venuta la voglia, attraverso i dipietristi, girotondini, “grillini” e quant’altro offre la piazza ribollente, di ridurre tutto in macerie, di sfasciare ogni cosa cioè, sia per odio verso il Berlusconismo ed il sistema bipolare, sia per calcolo politico.
La tattica del tanto peggio tanto meglio cioè, in maniera da spalancare la strada ad un “Governicchio” di boiardi di Stato, sostenuto in Parlamento da fuoriusciti dei due schieramenti, centristi e moralizzatori di professione, e al di fuori dalla grande finanza e dalla grande industria perennemente in affanno, guidati da un pinco pallino qualsiasi, sarebbe un dramma democratico a vantaggio dela vera Prima Repubblica.
Insomma, si salvi chi può.
 

info@lapiazzaditalia.it
 
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