Attentato a bruxelles, ora massima allerta

Consumata una strage a due passi dagli uffici UE. L’Europa mostra solidarietà alle famiglie delle vittime

Nella mattinata del 22 Marzo, si è consumato un attentato nella Capitale belga, a due passi dal dalle sedi più importanti dell’Unione Europea. Erano circa le 8 quando i due kamikaze si sono fatti esplodere nell’aeroporto di Bruxelles, seguiti da delle ulteriori esplosioni nella stazione della metro vicino le sedi dell’UE. Il numero dei decessi ammonta a 30 e centinaia di feriti, tra i decessi si registra una donna italiana.

I due kamikaze, Khalid e Ibrahim El Bakraoui accompagnati da un terzo Najim Lachraoui (ricercato anche per l’attentato del 13 Novembre del Bataclan a Parigi) sono entrati indisturbati nell’aeroporto, dove nel terminal delle partenze i due fratelli si sono fatti saltare in aria. La sicurezza è venuta a mancare, i tre attentatori sono entrati indisturbati con il detonatore nei guanti. Successivamente all’esplosione nel gate delle partenze, è una detonazione ha distrutto una stazione della metro provocando centinaia di feriti e circa 15 morti. Un altro ordigno sarebbe dovuto esplodere vicino gli uffici dell’EU ma per fortuna non è andato a buon fine per un problema con il temporizzatore.

Bruxelles è blindata, l’attacco all’Europa è evidente, tutti i paesi dell’UE hanno alzato il controllo al livello 4(massima allerta). Tuttavia come l’Europa si è stretta per il dolore dell’attentato a Parigi, per i tanti attentati ad Ankara, per gli attentati in Libano e Siria, si stringe per il dolore dell’attentato di Bruxelles.

Tutto il boom mediatico ha portato ancora di più alla realizzazione dell’obbiettivo degli attentatori, ovvero terrorizzare le persone, che ora hanno paura ad andare nei luoghi popolati, come metropolitane, centri commerciali etc.

Il terzo attentatore, Najim Lachraou è ricercato dalla mattina dell’attentato ed è stato arresta nella vicina città di Anderlecht. Egli si presuppone che sia coinvolto nella strage del Bataclan, è stato l’artificiere che ha preparato gli ordigni, caricandoli ulteriormente con chiodi e ciottoli.

Tutto ciò è disumano, l’Isis tutti i giorni uccide persone innocenti, non importa la provenienza di esse se una vita viene spezzata è sempre una tragedia. Bisogna reagire e difendersi come meglio si può.

Il popolo italiano partecipa al dolore delle famiglie che hanno perso cari in questi attentati crudeli, e rimane commosso davanti alla solidarietà che il mondo dona ogni giorno a chi subisce queste gravi perdite.

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