Diaconato femminile

Le donne: una risorsa preziosa anche nella Chiesa

Bergoglio, Giovedì 12 Maggio, ha aperto una riflessione e uno studio sulla possibilità del diaconato femminile (istituendo un’apposita commissione teologica); ma col solo intento di promuovere un tale ruolo per le donne nell’ambito della Chiesa Cattolica, ha abbattuto un muro, un tabù secolare.

Una decisione straordinaria quella annunciata da Francesco durante l’udienza nell’aula Paolo VI in Vaticano a 900 religiose appartenenti all’Unione Internazionale delle Superiore Generali (UISG). Per la prima volta nella storia della Chiesa cattolica si aprirebbero così le porte del clero anche alle donne.

Il Papa sembra avere un grande senso di realismo su ogni problematica centrale e importante; la questione non è essere femministi o meno (trova davvero poco senso questa affermazione) e il punto focale, visto da occhio esterno, da cittadino e non dall’interno del clero, non sta neanche nell’avvicinamento alla Chiesa Anglicana, ma sta nel fatto che il ruolo della donna non solo è fondamentale ovunque, ma ci sono delle zone del mondo dove, visto l’esiguo numero di sacerdoti, sono già le suore a celebrare messa, battesimi e matrimoni, a proclamare il Vangelo e a tenere un’omelia, .

Quindi perché non regolare tale fenomeno?

Non poche volte il Pontefice ha espresso la visione di una Chiesa che si evolve con i tempi, che sia al passo coi tempi.

Se la Chiesa Anglicana ha adottato un tale accorgimento e se esso risulta essere utile, perché non discuterne? Si tratta anche di pragmatismo.

L’occhio del comune cittadino non è lo stesso del Vescovo, del Cardinale e del Prete (anche se quest’ultimo grado ha però in sé delle personalità eccezionali e molto impegnate); forse del missionario sì, perché c’è una differenza sostanziale: il missionario è tra popoli in difficoltà, spesso in terre lontane, vive dell’essenziale e nel sacrificio, vede le carenze e le esigenze di una Chiesa che non deve stare solo in Vaticano.

L’evangelizzazione avviene tra la gente ed è quindi con le persone, con la società, con cittadini che bisogna confrontarsi per mantenere i fedeli assieme ed evitare fuoriuscite.

A oggi, ai tempi di oggi, non è semplice per nessuno giustificare razionalmente e logicamente il motivo per il quale una suora, una donna non possa celebrare messa.

La tradizione non è tutto, non basta del tutto neanche al più fedele dei cittadini perché è chiaro in ogni campo che la donna è un valore prezioso.

Il sacramento dell’Ordine ha tre gradi: il diaconato, il presbiterato e l’episcopato. Il Diaconato può battezzare, assistere ai matrimoni e predicare; il secondo (il prete) può presiedere l’Eucarestia, amministrare il perdono e l’Unzione degli infermi; l’Episcopato è formato dai successori degli apostoli, è il Vescovo che guida una parte del popolo della Chiesa.

Nelle comunità cattoliche dei primi secoli era presente la figura della diaconessa; rendere questo quadro attuale significherebbe attenersi ad una tradizione non innovativa, perché già posta in essere secoli fa, ma molto moderna.

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