Grecia-Russia, il flirt entra nel vivo

Qualche tempo fa la Russia ha trovato l’accordo per fornire ad Atene un prestito pari al 100% dell’importo di un gasdotto con Gazprom che non controllerà la tratta. Si tratta del ramo greco del Turkish Stream che avrà una capacità annua di 47 miliardi di metri cubi di gas e i lavori per la sua realizzazione inizieranno nel 2016 e termineranno nel 2019. Il ministro greco Lafazanis a suo tempo ha spiegato come la costruzione del gasdotto avrà un costo di circa 2 miliardi di euro sottolineando che l’accordo pone le basi per un’ ulteriore cooperazione con la Russia. Ma non solo nel gas fioriscono i rapporti fra Mosca e Atene. In questa fase critica, la Russia è pronta a considerare la possibilità di fornire assistenza finanziaria alla Grecia, come sostenuto dal vice premier russo Arkadi Dvorkovich.

A questo punto, visto anche l’esito – scontato in partenza – del famoso “greferendum”, il timore degli Stati Uniti è quello di consegnare la Grecia alla Russia, oltre alla preoccupazione per i riflessi negativi che il default e l’uscita dall’euro avrebbero per l’economia globale. Qualche giorno fa, il segretario al Tesoro Lew ha tenuto un’audizione al Congresso, in cui ha detto che l’economia americana si sta riprendendo, ma è vulnerabile alle ripercussioni di eventuali shock internazionali. Quindi ha parlato apertamente della Grecia, ripetendo la posizione che Washington ha preso ormai da mesi, di spingere per un accordo. Atene infatti ha le sue responsabilità, ma rischiare una nuova recessione mondiale per punirla sarebbe controproducente.

Ma l’elemento russo desta preoccupazioni anche maggiori. Nelle ultime settimane Tsipras ha flirtato con Putin, e viceversa, un pò sul serio e un pò per esercitare pressioni sull’Europa. Non che Mosca abbia troppi soldi da regalare, comunque, per via delle sanzioni dopo l’annessione della Crimea, ma soprattutto per il calo del prezzo del petrolio. Però può interferire nei rapporti fra la Grecia e l’Occidente, e allontanarla. Questo è un altro elemento che starebbe spingendo gli americani a sollecitare gli alleati europei a fare l’accordo.

Intanto, a referendum vinto, il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis ha annunciato le sue dimissioni, spiegando di avere deciso di lasciare in seguito alle pressioni ricevute dall’Eurogruppo e per dare più possibilità a Tsipras di portare avanti il negoziato. Varoufakis era tra gli interlocutori più intransigenti del governo greco e soltanto sabato aveva definito “terrorista” l’operato dei creditori internazionali. Il nuovo ministro delle Finanze è Euclid Tsakalotos, che ha avuto un ruolo importante fin qui nei colloqui tra il governo greco e i creditori internazionali.

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