I 3 grandi per la nuova Europa

L’uscita di scena della Gran Bretagna segna automaticamente la promozione dell’Italia a terza forza europea. Un’Europa che si lecca le ferite delle ultime dure prove che l’hanno scalfita ma non abbattuta. E per far sì che si possa guardare al futuro del continente europeo in termini politici e non geografici con ottimismo, urgono risposte concrete, in quanto i problemi che l’affliggono ad ogni latitudine sono reali, tangibili.

Matteo Renzi, dal ponte della portaerei Garibaldi ormeggiata al largo dell’isola simbolo italiano dell’europeismo, ha ringraziato la cancelliera tedesca e il presidente francese per la presenza al primo significativo vertice post-Brexit tra i tre grandi, focalizzato anche sulla fragilità della situazione economica nel blocco Ue e sulla complessa questione della sicurezza in Europa, nella morsa di ondate migratorie e terrorismo.

Si è parlato anche di questioni economiche, di misure forti, investimenti di qualità accompagnati da riforme strutturali. Di problema giovani, politica internazionale e di migrazione. Il dato di partenza: nel Mediterraneo sono 102mila ad oggi i migranti arrivati in Italia, nell’agosto dell’anno scorso erano 105mila. Bisogna fare qualcosa come Ue per bloccare le partenze.

Grazie a uomini come Altiero Spinelli è nata questa idea di Europa come fine ma anche mezzo per garantire la pace tra i popoli. Sempre Spinelli ha lanciato l’auspicio della difesa comune, che oggi appare – come allora, nel dopo guerra – tornato ad essere di estrema attualità. L’Europa deve garantire meglio la propria difesa, e deve essere anche concreta. Dobbiamo proteggere meglio le frontiere europee e condividere di più le informazioni di intelligence. È necessario un maggior coordinamento, più mezzi e più risorse nel settore della difesa. L’accoglienza non va rigettata se ragionevole e può essere complementare con il diritto primario all’autodifesa. “Francia, Italia e Germania – ha fatto sapere Hollande – hanno intenzione di lavorare per una creazione di una guardia costiera dell’Unione europea.”
Angela Merkel ha espresso l’esigenza vitale che l’Europa torni ad essere sicura per continuare a vivere secondo i propri principi.

“Dobbiamo fare di più – ha detto – per la sicurezza interna a esterna all’Ue, si devono migliorare gli scambi tra i servizi di intelligence, tutta la raccolta di informazioni sul territorio deve essere migliorata. Di fronte a sfide così grandi, ai tanti profughi che arrivano, dobbiamo migliorare il meccanismo di protezione delle frontiere”. Frontiere europee, non nazionali.
Quanto alla crescita, ha tenuto a precisare il premier tedesco, che si tratta di vedere cosa fare come investimenti pubblici e riflettere su come portarli avanti. Sul patto di stabilità, più abbottonata, Angela Merkel è convinta che esso offra molte possibilità di flessibilità. La cosa – è noto – non è affatto condivisa da Francia e Italia e, dando un colpo al cerchio ed uno alla botte, la leader tedesca ha voluto sottolineare come “tutti vogliano che Italia e Francia crescano in modo che in futuro arrivino anche gli investimenti privati”, non mancando di elogiare il suo buon alleato Renzi che “in Italia ha fatto riforme che sono pietre miliari per un futuro sostenibile.”
Dopo l’incontro con la stampa, Renzi, Merkel e Hollande si sono fermati a cena a bordo della nave. Il confronto vero e proprio è iniziato allora. Da questo sono uscite le proposte da mettere sul tavolo del vertice di settembre a Bratislava. La garanzia giovani e il dibattito su come cambiarla per renderla più efficace, il servizio civile europeo in vista del vertice di Bratislava, il tema della cultura, gli investimenti nel digitale e nella ricerca: sono questi i principali temi discussi, su impulso del premier Matteo Renzi, nel corso della cena a bordo della nave Garibaldi con la cancelliera Angela Merkel e il presidente Francois Hollande. 

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