Immigrazione di massa

Dopo quasi un anno di calo degli sbarchi, riprendono gli sbarchi sulle coste del Bel Paese

Altri sbarchi sulle coste italiane, scampati all’ultima tragedia nel canale di Sicilia, sono 346 gli immigrati salvati dalla marina Militare italiana il 29 di Maggio. Fra le centinaia di migranti ci sono anche otto donne incinte e dieci bambini. Ci sono due casi di febbre gialla e altrettanti di malaria. Qualche immigrato ha riportato fratture e lesioni non gravi dovute al rovesciamento dell’imbarcazione nelle acque del Canale di Sicilia, prima che scattassero i dispositivi di soccorso della Marina italiana.

I feriti sono stati trasferiti negli ospedali del Brindisi, mentre gli altri migranti sono stati sottoposti a identificazione e controllo come prevede il protocollo dell’operazione Frontex, prima di essere trasferiti nei centri di accoglienza di tutta Italia. Ad attendere i migranti sulla banchina c’era uno spiegamento di forze dell’ordine e di volontari della Protezione civile, Croce rossa ed associazioni culturali non governative. Tutti gli immigrati sono stati forniti alimenti, bevande e cure sanitarie.

Gli agenti dell’ufficio stranieri della prefettura provvede invece alle pratiche di identificazione. Si tratta del secondo sbarco nel porto interno di Brindisi, nel giro di pochi giorni. Giovedì 26 Maggio sulla stessa banchina sono stati accolti altri 294 immigrati, tutti in buone condizioni di salute, salvo una donna ferita a una gamba e immediatamente trasferita all’ospedale Perrino di Brindisi.

Si riapre così il capitolo dell’immigrazione di massa nel Bel Paese, che, accoglierà circa 70 immigrati per Regione. Gli Stati europei, a differenza di circa un anno fa collaborano attivamente alla salvaguardia delle coste europee, tra queste spiccano pattugliatori irlandesi e fregate tedesche.

Urge collaborazione da parte di tutti gli Stati membri dell’Unione Europea per far si che le orde d’immigrati vengano equamente distribuiti sul territorio dell’Antico Continente.

Sarebbe altresì più sicuro bloccare le frontiere, per limitare, oltre che virus, anche l’ingresso di terroristi in Europa, tenendo conto dell’evento globale dei Campionati di calcio d’Europa, che si svolgeranno in Francia.

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