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| Norberto Bobbio e il potere invisibile |
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Sulla segretezza degli atti pubblici
a cura della Redazione
Probabilmente non c'è bisogno di alcuna analisi, di alcuna introduzione per illustrare ciò che è di fronte agli occhi di tutti: in Italia è diffusa la presunzione di utilizzare la politica come mezzo di gestione del potere privato e affaristico; questo contesto deve però certo confrontarsi con una ferma presunzione di innocenza. La giustizia farà il suo corso.
La politica spendacciona e viziata si muove in base a ciò che le conviene fare o meno, la società civile vive una realtà quotidiana lontanissima e per niente condivisa dai vari generali, faccendieri e dirigenti di stato che pare si impegnino bene a gestire la spartizione dei denari e delle cariche e più sù della politica o oltre la politica, si svelano arcani burattinai che sembrano essere il collegamento tra la nostra classe dirigente e altri misteriosi poteri.
Questo è il teatrino della politica, un teatrino nel vero senso della parola: si aprono i sipari, si va in scena, ognuno ha il suo momento di gloria sotto i riflettori, ognuno recita la sua parte, ogni tanto si esce fuori dal copione affermando il contrario di ciò che si è detto il giorno prima e infine si scopre che era tutto un gioco, una finzione, perché in finale, lo show serve ad evadere, a incantare; ma se sfugge per un istante una riflessione involontaria fuori dalla normalità, la rappresentazione sembra preoccupante, perché essa stessa pare quasi volerci suggerire tra le righe, in maniera velata e ironica, che assistiamo da anni ad un probabile abuso di potere.
Però se le cose fossero davvero come solo per un attimo si è insinuato, sarebbe stato opportuno fare diversamente, sarebbe stato legittimo avere un approccio più costruttivo alla gestione della cosa pubblica; insomma meno teatro tra le parti in scena e più responsabilità.
Quindi sereni, la politica è ciò che è, è quella che appare, nessun significato sottointeso.
Norberto Bobbio ( Torino 18 Ottobre 1909 – Torino 9 Gennaio 2004) è stato un filosofo, uno storico e un politologo, uno degli intellettuali più influenti dell'Italia del ventesimo secolo, uno che pensava al futuro della democrazia al di là delle rappresentazioni.
Il Futuro della Democrazia è un testo che raccoglie molti temi cari a Bobbio: l'etica, la politica, la cultura, la pace, la guerra, la sostanza del liberalismo, i governi dei cittadini e dei tiranni.
Il potere invisibile nella democrazia è un argomento da lui toccato e descritto in questo libro, dove la vigile presenza dei cittadini argina i pericoli che possono minare il buon funzionamento della Res Publica.
La democrazia è con tutti i suoi limiti e i suoi difetti, la migliore forma di governo possibile, è caratterizzata da un insieme di regole primarie, fondamentali che stabiliscono chi è autorizzato a prendere decisioni e con quali procedure, ma allo stesso tempo, può essere però inquinata dai "sottogoverni", dai clientelismi rapaci, dalla corruzione e dal criptogoverno, quest'ultimo inteso come l'insieme delle azioni compiute da forze politiche che agiscono nell'ombra.



