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Stato aristocratico o Stato democratico?

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Stato aristocratico o Stato democratico?
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toqueville

Quel benessere diffuso che è elemento integrante e costitutivo dell'amor di patria

a cura di Ilaria Parpaglioni

Ci sono di sicuro diversi motivi a causa dei quali il nostro paese sembra versare in una conflittualità cronica che non lascia molte speranze di crescita economica, civile e culturale.

Non è del tutto normale che il nostro "tripolarismo" sia caratterizzato da forze politiche che al loro interno hanno un numero considerevole di correnti che tengono in pugno i vertici di partito e che fanno navigare il Parlamento in acque agitate ogni volta che deve essere presa una decisione.

Questa attitudine non è la famosa dialettica politica di cui innocentemente tanto si parla; né si tratta della più alta convinzione che vede nell'esercizio del potere il raggiungimento di un compromesso tra le parti. Perché se si trattasse di quest'ultima cosa, l'agognato compromesso dovrebbe essere messo in atto tra le forze di governo e di opposizione. Invece nel nostro "paesetto" l'accordo politico su una qualsiasi materia viene ricercato prima di tutto all'interno di una stessa compagine perché altrimenti c'è il rischio o la minaccia che cadano le maggioranze, che le minoranze perdano pezzi, che dal centro si emigri verso destra o verso sinistra.

Dunque, l'unico compromesso che pare saper partorire la nostra politica non è frutto della buona amministrazione che guarda al bene comune, ma è figlio di interessi privati, di aggiustamenti finalizzati alla soddisfazione meschina, figlio di poltrone agognate, di accordi tra "prescelti" e mezzo per non cadere.

Ecco allora una delle cause del nostro stato di scontro permanente e stagnante e non se ne esce finchè la gestione della cosa pubblica è asservita alla bramosia di potere, inteso questo come strumento di benessere privato o di parte.

Alexis de Tocqueville ( 29 luglio 1805 – 16 Aprile 1859) in La Democrazia in America (1835 / 1840) afferma che presso i popoli aristocratici tutti gli uomini dipendono gli uni dagli altri, hanno fra di loro un legame gerarchico grazie al quale si mantiene ognuno al proprio posto e il corpo sociale nell'obbedienza. Quindi, i partiti si organizzano sotto alcuni capi ai quali si obbedisce perché così si è abituati a fare in società con le persone più influenti.



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