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Nel 2011 il Pil italiano all'1% ed il debito pubblico al 120,6% del Pil

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Nel 2011 il Pil italiano all'1% ed il debito pubblico al 120,6% del Pil
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Il FMI rivede al ribasso Pil Italia mentre rimane invariata la previsione di crescita per il 2012 all'1,3%

a cura della Redazione

L'Italia crescerà dell'1% nel 2011. È quanto si legge nell'aggiornamento al World Economic Outlook dell'Fmi, che rivede lievemente al ribasso dello 0,1% la precedente stima diffusa ad aprile. Invariata, invece, la previsione di crescita per il 2012.

Quanto al debito pubblico, a livello globale quest'anno dovrebbe salire al 69,3% del Pil (era il 67% nel 2010): per l'Italia, tuttavia, la revisione vede un ratio più alto rispetto alle stime precedenti, con un debito nel 2011 al 120,6% del Pil e che nel 2012 dovrebbe scendere solo di 0,3 punti percentuali. Nel 2012 gli Stati Uniti dovrebbero superare quota 100% con un debito al 102,3% del Pil.

La crescita nelle economie avanzate è comunque ancora "debole", restano "rischi", legati all'economia Usa e alla crisi dei paesi periferici della zona euro, afferma Il Fmi prevedendo il Pil delle maggiori economie a +2,2% nel 2011 (-0,2% rispetto alle stime di aprile) e +2,6% nel 2012. Per il 2011 la crescita dovrebbe essere più debole delle previsioni precedenti negli Usa (2,5% nel 2011 e 2,7% nel 2012 rispettivamente

-0,3% e -0,2% rispetto alle stime precedenti) e in Giappone, parzialmente compensata dal rafforzamento dell'attività economica nelle principali economie della zona euro con i buoni risultati di Francia e Germania. Nel 2012 la ripresa del Giappone dal sisma dovrebbe compensare la crescita più debole degli Stati Uniti. Sul fronte globale, l'attività sta rallentando temporaneamente, e i rischi sono aumentati di nuovo.

L'espansione globale resta squilibrata, osserva ancora il Fmi, sottolineando che "la crescita nella maggior parte delle economie emergenti continua ad essere forte" al 6,6% nel 2011 e 6,4% nel 2012. Il Pil mondiale è cresciuto di un tasso annuo del 4,3% nel primo trimestre e le previsioni per il 2011 e 2012 sono grossomodo invariate rispettivamente a 4,3% e 4,5%. Tuttavia, avverte il Fondo, "una debolezza dell'attività economica Usa superiore alle aspettative e una rinnovata volatilità finanziaria per le preoccupazioni sulla gravità della sfida finanziaria dei paesi periferici della zona euro pongono rischi". Poi c'è l'inflazione globale che è salita al 4% nel primo trimestre del 2011, a causa dei rincari delle materie prime, si legge ancora nel World Economic Outlook, che rivede al rialzo di oltre 0,25 punti percentuali la precedente stima di aprile, spiegando che nella zona euro il rialzo è stato moderato. I prezzi delle materie prime dopo i rialzi di aprile, sono scesi a maggio. Il prezzo del petrolio, si legge, ha toccato fino a quota 120 dollari ad aprile, per poi tornare a scendere a maggio e stabilizzarsi. "I prezzi attuali intorno ai 107 dollari al barile sono vicini ai livelli previsti nel World Economic Outlook di aprile".



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