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Il Ministro e il Welfare in lacrime

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Il Ministro e il Welfare in lacrime
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Le misure previste dalla riforma delle pensioni sono incentrate su due principi cardini: l'estensione del metodo contributivo per le pensioni di anzianità e la flessibilità in uscita dal mercato del lavoro

a cura di Avanzino Capponi

Sarebbe paradossale pensare ad uno Stato che imponga ai cittadini quando costruirsi una casa, quando sposarsi , infatti ciò provocherebbe perplessità e sgomento. Allo stesso modo non si capisce perché lo Stato debba, invece, imporre ai cittadini i tempi per andare in pensione. Per tale ragione, ha spiegato il Ministro del Welfare Elsa Fornero, viene introdotto il principio della flessibilità., cioè si può scegliere di andare prima in pensione ma con una indennità inferiore rispetto a quella prevista dalla legge per il raggiungimento dell'età pensionabile, oppure si può scegliere di andare in pensione più tardi con incentivi. Più precisamente dai 62 anni ai 70 è prevista una fascia di flessibilità con relativi incentivi o disincentivi, che consente di decidere se anticipare il pensionamento. Quindi, oltre all'innalzamento dell'età pensionabile, mediante l'equiparazione delle donne a 65 anni, che avviene attualmente per gli uomini, che passerà a 66 anni, viene prevista per gli uomini una fascia di elasticità che va dai 66 anni ai 70.

Per quanto concerne, invece, il calcolo delle pensioni di anzianità, viene esteso a tutti dal 1 gennaio 2012, il metodo contributivo, ossia per ottenere il pensionamento anticipato occorreranno 42 anni e un mese per le donne e 43 anni e un mese per gli uomini. Viene superato, quindi, il vecchio limite dei 40 anni di anzianità.

C'è da sottolineare, che il Ministro del Welfare ha pianto mentre illustrava le misure della riforma pensionistica. Le lacrime del Ministro sicuramente non possono essere strumentalizzate, ma testimoniano la gravità della situazione in materia di pensioni e soprattutto queste misure che hanno un carattere molto incisivo ma duro da digerire. Innalzamento dell'età pensionabile, estensione del metodo contributivo alle pensioni di anzianità e flessibilità in uscita dal mercato del lavoro, sono queste le novità sostanziali della riforma sulle pensioni presentata dal Governo Monti ed illustrata con attimi di commozione dal Ministro del Welfare Elsa Fornero. Se il Ministro del Welfare si commuove durante la conferenza stampa di presentazione della manovra sulle pensioni relativamente al passaggio sui costi psicologici della stessa in termini di sacrifici che l'intera collettività dovrà sostenere, oltre ad essere un episodio mai accaduto in precedenza dà l'idea della difficoltà in cui versa il Paese. Il Ministro non riesce a continuare la sua illustrazione, così prende la parola il Presidente del Consiglio Mario Monti che cerca di dire cosa avrebbe voluto spiegare il Ministro, "interpretare il sacrificio così efficacemente trasmesso dal Ministro Fornero riguarda la deindicizzazione delle pensioni, abbiamo dovuto stabilire la deindicizzazione e quindi il venir meno della indicizzazione all'inflazione delle pensioni, tuttavia salvaguardando le pensioni minime per le quali abbiamo potuto provvedere finanziariamente ad una copertura al 100%". La riforma delle pensioni è fondata anche sull'equità, ed un esempio tangibile di cosa vuol dire equità nelle ristrettezze finanziarie si può pensare al bilanciamento dei carichi, così come largamente condiviso dalle forze politiche. Dunque la sostenibilità di lungo periodo del sistema previdenziale ha la stessa importanza che ha la capacità del sistema Italia di generare prodotto, occupazione, occupazione dei giovani attraverso la produttività e la competitività. Questo richiede però un forte impegno sul governo dell'economia reale e tutto ciò è nella piena consapevolezza del Presidente del Consiglio Mario Monti.

Il Ministro del Welfare Elsa Fornero dice che "abbiamo avuto a cuore l'equità, sappiamo bene che richiediamo sacrifici ma speriamo che questi sacrifici siamo compresi proprio in nome di quella possibilità di crescita che si accompagnerà a un rafforzamento del lavoro senza il quale e la quale anche questa riforma del sistema previdenziale rischia di essere vanificata in un impoverimento collettivo, ma questo impoverimento collettivo è esattamente il rischio che questa manovra vuole evitare". C'è un'ultima cosa che per molti è forse la più dolorosa, questa è la riforma pensionistica con questi principi e poi ci sono in vincoli finanziari, i vincoli finanziari oggi sono severissimi, allora nessuna riforma pensionistica dà nell'anno successivo la sua introduzione risparmi perché tale sistema è un meccanismo lungo tra le generazioni e allora abbiamo dovuto chiedere sacrifici".



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