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La stangata 2012

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Un anno da ricordare tra recessione e stagnazione

a cura della redazione

Aumentano i prezzi dei carburanti, diminuisce l'occupazione, aumentano le tasse e almeno per i primi sei mesi l'Italia sarà in recessione per poi passare alla stagnazione.

Il 2012 sicuramente sarà un anno da ricordare, e si preannuncia davvero drammatico per le tasche degli italiani. Non ci sarebbe stata via d'uscita. O si sarebbe aumentata la pressione fiscale oppure l'Italia sarebbe entrata in una esplosiva recessione. La questione è che nel 2012, anche con questa manovra "lacrime e sangue" varata dal Governo Monti, l'Italia almeno per i primi sei mesi sarà in recessione.

Al via con il nuovo anno le addizionali regionali in cinque regioni. Infatti, la Toscana ha aumentato l'imposizione fiscale sulla benzina di 5 centesimi, il Lazio di 2,6 cent., la Liguria di 2,5 cent., le Marche di 5 cent., l'Umbria di 4 cent. L'impatto dei prezzi praticati sul territorio è stato deflagrante. Oggi la benzina ha raggiunto il nuovo record di 1,738 euro/litro, con punte di quasi 1,8 euro/litro in alcune aree del Paese, segnatamente al Sud e nel Centro, dove è più forte l'effetto delle addizionali. Secondo le previsioni dell'Osservatorio nazionale della Federconsumatori, per i propri pieni di benzina, gli automobilisti spenderanno così 192 euro in più rispetto allo scorso anno. Un aumento incredibile, a cui vanno aggiunte ricadute indirette (dovute all'aumento dei costi di trasporto dei beni di largo consumo). Queste ultime, va ricordato, che non sono solo pagate dagli automobilisti, ma indistintamente da tutti i cittadini, dal momento che incidono sulla determinazione dei prezzi dei beni.

Secondo il sondaggio Confesercenti-Swg quasi la metà del campione intervistato (il 48% contro il 33% del 2010), dichiara che la situazione economica è pessima e beni l 36% si aspetta un ulteriore peggioramento delle condizioni economiche della propria famiglia. Gli italiani, per il 2012 si dimostrano sempre più timorosi, e brindano al nuovo anno con una sostanziale diffidenza: si affievolisce sempre di più la fiducia nel cambiamento. La crisi, in sostanza, continua a farsi sentire, aumenta la difficoltà degli italiani a far quadrare il proprio bilancio familiare per arrivare senza difficoltà alla fine del mese. Scende, infatti, di dieci punti la quota di persone che riesce, con il proprio reddito, a coprire in tranquillità le spese mensili: è il 62% mentre sale al 28% la fetta che riesce a far fronte a tutte le spese fino alla terza settimana(era il 20% nel 2010). Per Confesercenti, servono "saggezza e coesione per tornare alla fiducia e vincere le difficili sfide che ci aspettano", per il 2012 appena cominciato. La Confederazione italiana Esercenti Attività Commerciali Turistiche e dei Servizi, auspica "che con la fase due il Governo Monti punti con decisione a mettere in campo provvedimenti più coraggiosi sul versante dei tagli della spesa pubblica, dei costi degli apparati e della politica e a rilanciare la crescita".

È calata in un anno l'occupazione nelle grandi imprese. A ottobre, nel confronto con lo stesso mese del 2010, è scesa dello 0,4% al lordo della Cig (cassa integrazione guadagni) e dello 0,2% al netto dei dipendenti in Cig. Lo rende noto l'Istat in un comunicato sottolineando come invece rispetto al mese di settembre l'occupazione al netto della stagionalità, registra un incremento dello 0,1%. Praticamente, si registra una diminuzione tendenziale del numero di ore lavorate per dipendente ed aumenta il costo del lavoro del 3,4%.



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