A cura di Franz Turchi
Il decreto sviluppo deve essere un'occasione vera, reale di rilancio dell'economia del paese e soprattutto dell'occupazione.
Inizio così il mio articolo perché sono preoccupato che tale decreto possa invece diventare un'occasione persa ed irripetibile di uscire da un momento difficile e duro per le famiglie in generale.
Anche io come molti nel governo e nell'opposizione penso che non si può "friggere" con l'acqua ma solo con l'olio; intendo che una manovra a costo zero non avrebbe nessun effetto.
Infatti o con la vendita del patrimonio pubblico (beni reali, spa locali e anche un po'di azioni di società statali) i soldi ci sarebbero per fare un piano di riduzione del debito strutturale: quindi pagare meno interessi sul debito ed innescare quel circolo virtuoso che tanti di noi si augurano, per far liberare risorse da investire nella piccola e media impresa, agricoltura e infrastrutture. Già con tutto questo si farebbe molto facendo ripartire l'occupazione soprattutto al sud. Quindi si eviterebbe una patrimoniale, che a mio avviso sarebbe devastante sul mercato nazionale ed internazionale, ed invece con risorse prodotte da beni non utilizzati e sotto utilizzati del settore pubblico, potremmo finalmente vedere la luce al di la del tunnel, nel quale dal 2007/2008 ci siamo infilati; ben inteso non solo noi ma anche il resto dei paesi europei, che ovviamente dovrebbero seguire il nostro percorso anche con nuove regole e nuovi strumenti, per esempio gli euro bond; ma questa è un'altra partita!


