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La crisi economica che il paese sta attraversando rende più tesi i rapporti non solo tra la maggioranza e l'opposizione ma pure all'interno delle coalizioni
a cura di Giuliano Leo
Mentre i titoli della Borsa di Milano affondano ed il contagio della crisi all'economia greca sembra poter diffondersi a macchia d'olio pure a quelle di altri Paesi dell'Unione Europea - compreso il Nostro - cosa fa la politica italiana per tentare di arginare e superare tale situazione congiunturale?
Mostra tutta la sua vacuità culturale e propositiva attorcigliandosi intorno alle solite stantie proposte e recriminazioni non solamente evitando di proporre soluzioni adeguate ma attaccando chi - il Governo del Berlusconi - almeno alcune di queste proposte di riforma ha il coraggio di condurre in porto, preoccupandosi solo di discutere di governi di salute pubblica, allargamenti di maggioranza, rottamazioni e alleanze varie, eventuali governi tecnici, scrivere lettere, proclami, manifesti che hanno solo uno scopo: mettere in cattiva luce l'operato di Berlusconi comunque vada e tentare di farlo fuori politicamente.
L'esempio delle reazioni seguite alla lettera contenente l'enunciazione delle riforme strutturali anti crisi che il governo italiano si ripropone di avviare e che recentemente Berlusconi ha fatto recapitare ai colleghi del Consiglio d'Europa, è un esempio lapalissiano di quale sia la condizione comatosa del dibattito politico nel nostro Paese.
Berlusconi, data la situazione disastrosa dei conti pubblici italiani e l'improcrastinabilità ad attendere ulteriormente al loro riallineamento, si è trovato per l'ennesima volta quest'anno ad operare la proposizione di interventi di rara durezza che hanno messo in forse la stessa tenuta della maggioranza politica e numerica che sostiene il proprio governo.
Ma che cosa ha scritto e promesso di realizzare di così dannoso e perverso per il nostro Paese il Presidente del Consiglio tanto da innescare la reazione stizzita di alleati di maggioranza, dei politici dell'opposizione, di sindacati, Confindustria e Co.?
Berlusconi ha dichiarato che l'Italia deve raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 diminuendo strategicamente il gravare del peso del debito pubblico sulla bilancia dei pagamenti introducendo - oltre ai provvedimenti già programmati negli ultimi tempi - degli ulteriori accorgimenti che nei prossimi otto mesi porteranno il nostro Paese in linea con le aspettative dell'UE.
Tali obiettivi potranno essere raggiunti attraverso una riforma che renda più efficiente e snella la Pubblica Amministrazione - mettendo mani pure alla famigerata legge Bassanini che ha dato enorme potere alla casta dei funzionari e dirigenti pubblici - oppure facendo uscire le Pubbliche Amministrazioni dalle società partecipate che drogano il mercato in alcuni settori come trasporti, rifiuti e distribuzione dell'acqua aumentandone a dismisura i costi e rendendone pletorici e insostenibili economicamente, nell'attuale situazione finanziaria, gli organici.



