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| Cyber terrorismo, la nuova emergenza |
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Infrastrutture critiche, tra prevenzione e ritardi
a cura di Ilaria Parpaglioni
Un mondo informatizzato e interconnesso è un teatro che abbraccia tutti, ma può anche essere un mezzo di destabilizzazione.
E' di una settimana fa la notizia del piano di Obama contro i dittatori: Washington ha deciso di finanziare un progetto di reti parallele per telefonia e wifi capace di by-passare i server di Stato, di attivare reti di comunicazione invisibili e clandestine che resistono ad ogni black-out di regime e censura di stato. Questa "Rete-Ombra" è dunque l'applicazione dell' alta tecnologia al servizio di chi cerca, attraverso la rete, di dare voce al proprio dissenso.
L'operazione è di sicuro un grande abbraccio ed è altrettanto certo che è un gesto destabilizzante positivo perché ha il fine di vanificare ogni oscurantismo imposto a quei popoli che mirano alla sollevazione civile.
Nel Settembre 2010 Stuxnet ha rappresentato invece l'esempio di come l'informatica può essere un'arma: è stato il primo worm capace di spiare e riprogrammare pc industriali. Questo virus ha contagiato numerosi computer iraniani e cinesi. Al momento dell'assedio Ahmadinejad ha dichiarato che dietro al massiccio attacco informatico c'era una potenza straniera interessata a boicottare il paese.
Nella primavera del 2007 l'Estonia è stata vittima di un altro cyber attack: i siti web sono stati bloccati e per la vastità dei danni subiti (colpiti il parlamento, la presidenza, quasi tutti i ministeri, le banche, i giornali e le televisioni) i governanti hanno chiesto di far scattare l'articolo 5 della Nato che prevede l'intervento collettivo a difesa di un paese aggredito.
E' Obama nel 2009 ad affermare che gli attacchi terroristici sulle reti informatiche sono una delle minacce più serie per la sicurezza nazionale dei nostri giorni, perciò questo spazio virtuale sarà trattato come asset strategico e protetto come tale; di fronte a questo nuovo panorama, la Nato ovviamente dovrà rispondere in maniera veloce e pronta, riorganizzandosi non in conseguenza degli eventi ma adottando strategie che sappiano assorbire tali eventi, fortemente destabilizzanti in maniera assolutamente negativa.
Già nel 2004 l'UE ha creato l'ENISA, l'Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione; è un organismo scientifico che aiuta i paesi membri a difendersi dai cyber- attacchi ed in merito ha varato delle leggi adeguate.
Il miglioramento della cooperazione fra gli stati, la collaborazione dell'ENISA con i governi nazionali e con società private e, la raccolta delle informazioni diventano fondamentali per la costruzione di un terreno solido sul quale agire.
Rientra in questa politica il progetto di ricerca "Extrabire" creato in seno al dipartimento di informatica dell'Università la Sapienza di Roma e finanziato dalla Commissione Europea. In collaborazione col Caspur, si pone l'obiettivo di verificare la resistenza dell'infrastruttura internet italiana e in generale, valuta gli impatti derivanti da un attacco coordinato, per creare un piano che identifichi processi, procedure, aspetti organizzativi e contromisure da adottare per smorzare le conseguenze e i danni di un eventuale assalto.



