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Jobs

Steve Jobs 1955 - 2011

a cura di Gabriele Polgar

Visionario, creativo, profeta, tagliatore di teste, inesauribile innovatore e fino a ieri per molti immortale.

Tutti i suoi fans, vedendolo deperire apparizione dopo apparizione, pensavano che ce l'avrebbe fatta, che lui non poteva essere come altri sfortunati, lui, baciato dalla fortuna di avere una mente diversa, non poteva essere uguale agli altri nel suo destino umano.

Steve Jobs è stato qualcosa di enorme nel mondo della tecnologia prima e del mondo poi.

Non è un'esagerazione perché una parte della storia recente è stata fortemente influenzata da una visione che Jobs aveva da tempo. Quello che la tecnologia ha permesso ai giovani iraniani, ad esempio, portando all'esterno dei confini quanto avveniva durante la repressione del regime, è stato il frutto della visione di Steve Jobs. Grazie a lui la condivisione dei contenuti in mobilità ha acquisito una forma che prima non si poteva immaginare.

I grandi social network, i servizi internet sono stati plasmati intorno a quello che Jobs ha immaginato e realizzato nella sua vita.

L'impatto che Jobs ha avuto sul mondo è paragonabile a quello di poche altre persone nell'ultimo secolo.

Ha inventato il PC, il Macintosh, il primo palmare, l'iPod, l'iPhone e l'iPad ma anche altro. Quando fu cacciato dalla sua creatura fondò la Next, rilevò la Pixar e la portò al vertice del cinema di animazione tanto da essere poi acquistata dalla Disney portando il genio di Cupertino ad essere uno dei maggiori azionisti della storica casa cinematografica.

Indimenticabile il suo intervento a Stanford nel 2005 dove, già consapevole del suo male, dava agli studenti e al mondo la visione della vita che lo ha guidato da sempre. La morte è la cosa che ogni essere vivente condivide con gli altri, è l'unica certezza ed è per questo che non bisogna vivere la vita di qualcun altro ma seguire le proprie passioni ed intuizioni. Essere affamati e folli.

Senza andare troppo indietro, Jobs ha ripreso in mano la Apple, dopo l'esilio forzato impostogli dai suoi stessi manager, in una situazione estremamente difficile, schiacciata dallo strapotere della Microsoft e imballata da una autoreferenzialità che la stava affossando. A quel punto la creatività è stata la stella polare di un'azienda che in poco più di dieci anni è divenuta leader in settori che al tempo erano separati nettamente: grafica, musica, informazione, lavoro e tempo libero.

Alla fine degli anni '90 la rete si stava espandendo così velocemente che molte delle grandi aziende del tempo facevano fatica a capire dove ci avrebbe portato. Jobs invece già sapeva cosa fare, i computer dovevano permettere a tutti di sfruttare al massimo quello che ancora doveva avvenire.

Nasce l'iMac, bello e costoso ma con qualcosa in più che cominciava a dividere gli utenti della mela dagli altri. Cominciava a propagarsi una fede quasi religiosa nella grande capacità di questa azienda che metteva a disposizione degli utenti applicativi complessi indissolubilmente legati ad una semplicità d'uso che sistemi diversi dal Macintosh non si sognavano.

Una nicchia piccola di utenti che si sentiva parte di un qualcosa che solo anni dopo la massa avrebbe visto. Il concetto di "all in one" e del tutto è possibile.



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