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Miyazaki e la tragedia del Giappone

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Quando un cartoon anticipa la tragedia del giappone

a cura di Raffaella Borgese

Tutto ruota intorno al rapporto con la Natura. La cultura nipponica insegna che non si deve mai minacciare l'armonia naturale. Hayao Miyazaki (creatore di anime e manga ormai osannato anche in Occidente) e le sue opere, sono quanto di più nipponico si possa immaginare. Il regista di La città incantata, Nausicaä della Valle del vento e La principessa Mononoke, immerso nella tradizione scintoista raffigura un universo fatato, ma ai suoi occhi reale, di eroine e eroi alle prese con i "dispetti" del mondo.

La studiosa di cultura giapponese, Ornella Civardi, spiega "questi film d'animazione sono veri e propri capolavori, opere artistiche che nel Sol Levante hanno un pubblico vasto, non necessariamente di giovanissimi. Miyazaki fa muovere l'azione in un ambiente vivo, dotato di anima. Una Natura che pullula di spiriti, delle cose, dei sassi, degli alberi, del vento".

In ultimi, ma non per questo meno importanti, i terremoti. Continua la studiosa "sono 7 gli Ikazu – chi – no – kami, gli dei che impersonificano il rombo di un sisma, non sono cattivi, semplicemente sono quel che sono. Anche i mostri che popolano i film di Miyazaki non sono necessariamente malvagi. Magari sembrano dispettosi, ma hanno anche qualcosa di buffo. Cosa che rende il lato oscuro del mondo accettabile. Almeno nell'interpretazione dei giapponesi".

Nelle sua fiabe il regista affronta tematiche esplose nei giorni del disastro di Sendai, il terremoto seguito dallo tsunami e il dramma dei reattori nucleari non più sotto controllo. I suoi personaggi femminili trovano sempre una soluzione alle difficoltà – crisi sorte a causa dell'uomo. La principessa Mononoke difende la foresta dagli umani che vogliono sfruttarla a proprio vantaggio. Ponyo è la bambina – pesce che per amore di un ragazzo, senza volerlo, scatena uno tsunami e poi è costretta a trovare un modo per ristabilire l'equilibrio del mondo. Equilibrio ed armonia. Ciò che è accaduto l'11 marzo in Giappone sembra una risposta della Natura alle offese che la nostra civiltà le a mosso ripetutamente. Una su tutte: centrali atomiche costruite su un territorio sismico. La prima domanda che ci si pone è "è così che gli avvenimenti sono percepiti in quella parte del mondo?". Ornella spiega "nello Shinto non c'è un'etica fondata sulla dicotomia bene – male. La separazione è più tra puro e impuro". Per cui i giapponesi e quindi anche Miyazaki non percepiscono quanto accaduto come una punizione. Lampante è che un equilibrio è stato spezzato, ma nessuna colpa. Quello da cui non si scappa è che la tradizione del Sol Levante attribuisce a chi governa il dovere di saper leggere e interpretare i segnali della Natura. Nell'antichità, prima che prendesse piede la dinastia imperiale al maschile, le guide del popolo erano le sciamane, le imperatrici che avevano il potere, proprio grazie alla loro abilità nel leggere i segni della Natura. Dal disastro di Sendai i giapponesi sapranno sicuramente trarre un insegnamento che li avvicinerà ancora di più alla loro tradizione. E' ciò che vorrebbero le eroine di Miyazaki.

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