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| La birra boema, una qualità da conoscere |
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Esistono paesi legati al consumo e alla produzione di vino, come l'Italia e la Francia, e paesi culturalmente volti alla birra, come il Belgio e la Repubblica Ceca
a cura di Alice Lupi
Proprio il Paese ceco è noto per la qualità della sua bionda bevanda che offre sul mercato, nazionale ed internazionale, ad un prezzo molto economico. Ma cosa rende speciale la birra ceca rispetto alle antagoniste? I fattori sono due. Il primo va collegato al pregio delle materie prime locali utilizzate (orzo, acqua, lievito e luppolo), il secondo è connesso all'uso del metodo di birrificazione tradizionale che, come ha affermato il mastro birraio Josef Šuráň, risulta notevolmente più dispendioso "in termini di tempo ed energia". Una particolare attenzione va dedicata alla qualità del luppolo boemo considerato il migliore al mondo che dal 2007 vanta la denominazione d'origine protetta, http://www.zateckychmel.eu. Esso è prodotto nella città di Žatec, coltivato qui già dall'undicesimo secolo, è utilizzato nella produzione birre in stile pils (a bassa fermentazione), dove assieme al malto pilsner costituisce la base delle ricette delle birre di questo tipo. Per scoprire tutte le proprietà, la storia e i segreti di questo fiore è possibile visitare nella cittadina boema il "Museo del luppolo", www.kudyznudy.cz, all'interno del quale vi è un'interessante esposizione della sua coltivazione che parte dal medioevo fino ai giorni nostri, ma si possono ammirare anche strumenti curiosi e macchinari d'epoca. Contiguo al museo vi è il "Tempio del luppolo e della birra" che sorge sul terreno dove un tempo l'oro verde ceco era essiccato, immagazzinato e insaccato. Il tempio offre una grande attrazione: il Faro del luppolo, alto più di 40 metri; vi si può arrivare in cima grazie ad un ascensore, durante la salita è proiettato, in formato tridimensionale, un filmato che dà informazioni sull'area del luppolo di Žatec.
La qualità della birra boema è quindi data dal duro lavoro che i beerman fanno ogni giorno. Ancora oggi esiste, da parte di qualche consumatore, una visione un po' romantica che associa, a volte impropriamente, la qualità delle birre alle aziende rurali; è bene fare una postilla: l'ascesa delle Pivovar (per dirla in ceco ossia delle birrerie artigianali) è legata al crescente numero di consumatori che sono sempre più interessati ai prodotti locali. E' proprio nella zona centrale di Praga che questi beerlower possono fare diverse soste per visitare alcune particolari minibrewery come: Pivovarský dum, http://gastroinfo.cz/pivodum - qui si possono degustare birre aromatizzate quali alla banana, al caffè e addirittura all'ortica, oltre ovviamente ad offrire le classiche, ma è possibile degustare anche una birra champagne 'Samp' e un aperitivo di birra 'Black Hill' - e U Medvídku www.umedvidku.cz - dove, oltre ad assaggiare le tradizionali birre chiare e scure, si può degustare la semi-scura 'X beer 33' , con 12.6% gradi alcolici che è definita dalla stessa birreria "strongest beer in the Czech Republic". X-Beer è prodotta con la tecnologia tradizionale, utilizzando procedure speciali nelle diverse fasi di produzione di birra.
I più curiosi possono approfondire la storia della birra boema recandosi a Plzeň, a sud ovest di Praga, e visitare il museo della birra Pilsen, http://www.prazdrojvisit.cz/en, ma anche i sotterranei storici della città oltre alla fabbrica di birra Pilsner Urquell, www.pilsnerurquell.com/it. E' proprio in questo grazioso paese ceco che è stato segnato un importante momento storico della bevanda, fu proprio qui che il maestro birraio (brewmaster) bavarese Josef Groll diede alla luce, nell'ottobre 1842, una birra dorata, luppolata (quindi leggermente amara grazie al fiore di luppolo che tende a compensare la dolcezza del malto), con schiuma cremosa e perlage fine utilizzando per la prima volta la tecnica della 'bassa fermentazione' (dove il lievito usato è il saccharomyces uvarum che durante il processo si deposita sul fondo delle vasche ad una temperature compresa tra i 5 e i 10°). Oggi, il 90% dei diversi stili birra che sono prodotti (come la lager, la monaco e la bock) si avvalgono di questo sistema. Diventa così lampante il motivo che spiega perché la Pilsner o Pils sia considerata la capostipite delle birre odierne.



