La jihad puntava ad Euro 2016

Trovati file nella residenza di Bruxelles dove risiedeva la cellula terroristica

Altri due jihadisti , Smail F. e Ibrahim F., sono stati incriminati per l’attentati del 22 marzo a Bruxelles. I due avrebbero affittato un appartamento a Etterbeek, oggetto di un operazione di polizia sabato scorso ed è risultato essere il secondo covo usato dai terroristi, oltre a quello di Schaerbeek scoperto il giorno stesso degli attacchi grazie alla testimonianza del tassista che portò il commando kamikaze all’aeroporto. Dall’appartamento di Etterbeek sono partiti Osama Krayem, arrestato venerdì 8 Aprile, e Khalid El Bakraoui per compiere la strage alla stazione di Maalbeek della metropolitana.

La cellula jihadista di Bruxelles voleva colpire di nuovo la Francia prima degli Europei di calcio, in programma da Giugno 2016, e così costringere la FIFA annullarli. Questo è quanto emerge dal file audio trovato nel computer di Ibrahim El Bakraoui, che in seguito venne gettetto in un cestino dei rifiuti prima dell’attentato all’aeroporto di Zaventem. La registrazione di 16 minuti e 8 secondi intavolava una discussione con quello che fonti di polizia considerano un “mandante” che parlava dalla Siria. Rivela che l’artificiere Najim Laachraoui aveva preparato in 10 giorni un quintale di esplosivo. E confermerebbe la confessione di Mohamed Abrini, che dopo l’arresto di venerdì scorso aveva detto che la cellula era entrata in azione in anticipo sui tempi previsti temendo di essere neutralizzata dopo l’arresto di Salah Abdeslam, avvenuto il 18 marzo. Perché El Bakraoui insisteva di volersi focalizzare sull’
hexagone, lasciando al Belgio il ruolo di QG, e puntava sull’effetto anche economico di un attacco a poche ore da Euro2016: “Per loro sarà una vera vergogna. Si tratta di una grossa perdita finanziaria e servirà loro da lezione” dice nell’audio.

In Europa potrebbe essere già tornato anche Younes Abaaoud, il fratello minore di Abdelhamid Abaaoud, l’organizzatore della strage di Parigi che lo portò con sé in Siria due anni fa, quando Younes aveva appena 13 anni. Secondo l’agenzia Belga, che s’informa da “documenti Interpol” ripresi dai media, il quindicenne Younes avrebbe intenzione di vendicare il fratello ucciso dalle forze armate dei francesi a Saint Denis cinque giorni dopo le stragi del 13 novembre. Il 18 febbraio scorso avrebbe inviato a sua sorella un messaggio in cui scriveva che sarebbe arrivato entro 10 ore.

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