La situazione nordcoreana

Dopo gli ultimi test missilistici della Corea del Nord nel mar del Giappone, gli Stati Uniti hanno mobilitato, in collaborazione con il Giappone, diverse flotte di navi nelle vicinanze della penisola coreana.

“Gli Stati Uniti d’America cercheranno sempre la pace, ma sotto la presidenza di Donald Trump lo scudo resta in guardia e la spada resta pronta”. Così il vicepresidente americano Mike Spence riferendosi alle ultime problematiche avute con la Corea Del Nord, nel corso del discorso tenuto a bordo della portaerei Uss Ronald Reagan alle truppe americane e giapponesi.

Il vicepresidente Usa ha quindi sottolineato sempre durante il discorso tenutasi sulla storia vane ha annunciato che risponderanno ad ogni attacco da parte della Corea del Nord in maniera “soverchiante ed efficace”. Il numero due della Casa Bianca è nella regione rossa per rassicurare gli alleati sull’impegno preso da Trump nell’affrontare i programmi nucleari e missilistici del dittatore coreano Pyongyang.

Il vice Premier Mike Spence la cui visita è iniziata nella metà di Aprile in Corea del Sud, il giorno dopo il fallito lancio di un nuovo missile da parte nordcoreana, ha detto che la minaccia nordcoreana è in crescita. A bordo della USS Ronald Reagan, il vicepresidente ha detto alle truppe che “nuvole di tempesta si sono accumulate all’orizzonte” dell’Asia nordorientale. “La Corea del Nord – ha aggiunto poi che è la più pericolosa e urgente minaccia alla pace e alla sicurezza nell’Asia Pacifico”, tuttavia ha assicurato così: “noi sconfiggeremo ogni attacco e risponderemo a ogni uso di armi convenzionali o nucleari con una risposta americana soverchiante ed efficace”.

Le osservazioni degli USA vengono dopo che un importante esponente nordcoreano ha avvertito che il dittatore Pyongyang non ha intenzione di fermare il programma nucleare, promettendo test settimanali e minacciando una “guerra totale” se gli Usa assumeranno iniziative ai danni della Corea del Nord.

 

Sono ancora poco chiare le manovre nautiche-militari degli Stati Uniti, di fatti la flotta d’attacco statunitense guidata dalla portaerei USS Carl Vinson, che all’inizio di aprile aveva annunciato  un viaggio verso le acque in prossimità della Corea del Nord, nel weekend si trovava ancora nell’oceano Indiano fra le isole indonesiane di Sumatra e Giava come documentato da una foto della Marina americana. Ciò significa che la nave non era in viaggio per il Mar del Giappone come dichiarato dalla Casa Bianca e dal segretario alla Difesa Jim Mattis ma comunque sia l’arrivo della flotta è prevista per la fine del mese.
Le ultime notizie riportate da alcune testate televisive estere hanno detto che la portaerei americana ha avviato la rotta di avvicinamento alla penisola coreana dopo aver ultimato le manovre congiunte al largo delle acque australiane del nordovest. La mossa segue la conclusione del programma pianificato dal presidente Donald Trump. La ‘armada’ si sta dirigendo verso la parte sudcoreana del mar del Giappone. Seul e Washington stanno discutendo l’ipotesi di tenere un ciclo dimostrativo di manovre congiunte, anche poi annettendo le armate giapponesi presenti sulla USS Vinson.

 

Alle manovre degli States sembrano essersi affiancati anche alcuni stati dell’Asia Centrale tra cui anche la Cina.

Momenti che sembrano non regalare tranquillità al mondo intero, e che come una mina antiuomo sembra poter esplodere improvvisamente, creando devasto e morte.

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