L’ATTENTATO DI LONDRA

Esattamente un anno dopo l’attentato di Bruxelles, il terrorismo torna a colpire, stavolta sotto il Big Ben.

L’allarme scatta alle 15:40 del pomeriggio (ora italiana ndr) quando un suv grigio proveniente dalla riva sud del Tamigi sale sul marciapiede del ponte adiacente a Westminster ed inizia a falciare persone schiantandosi poi contro i cancelli esterni del Parlamento inglese.

Secondo una prima ricostruzione, l’autista del veicolo che si chiamava Khalid Masood raggiunge l’ingresso della camera dei Comuni, a poche decine di metri di distanza. Al cancello stazionano due uomini delle forze armate inglesi che vengono assaliti e mentre uno di loro fa scattare l’allarme l’altro viene gravemente ferito. Trasportato successivamente in ospedale morirà in seguito alle ferite riportate. Saranno poi due agenti in borghese ad uccidere l’attentatore con dei colpi di pistola.

Quasi contemporaneamente agli spari il Primo Ministro Theresa May viene scortata fuori dal Parlamento e caricata precipitosamente a bordo di un auto e scortata dalle sue guardie del corpo nella vicina Downing Street, da tempo adibita a piccola rocca forte in caso di attacchi terroristici ai danni dei palazzi del potere.

Durante la marcia della morte dell’uomo sul ponte vicino Westminster muoiono due civili e ne vengono feriti altri quaranta (tra cui due italiane). Di questi almeno dieci versano in gravi condizioni. Le vittime dunque ammontano a quattro, includendo l’attentatore ed il militare ucciso con un’arma da taglio.

Nuova falla nella rete di sicurezza di Scotland Yard che proprio nelle scorse settimane vantava di aver sventato circa 13 attentati in tutto il Regno Unito.

Il Primo Ministro Theresa May attraverso una conferenza stampa ha comunicato che nella notte del 22 Marzo ci sono stati diversi arresti a Londra e Birmingham, dove Khalid Masood sembra aver avuto contatti con soggetti indirettamente collegati all’attentato a Westminster. Nella stessa intervista Theresa May ha rivolto un appello di solidarietà nei confronti dei londinesi e a tutti gli stati alleati circa una maggiore collaborazione fra intelligence per tentare di combattere le cellule di matrice terrorista all’interno dei stati europei oltre che in Siria.

Anche ad Anversa in Belgio, nel bel mezzo dell’attentato londinese, un uomo a bordo di un auto francese risultata poi rubata e carica di armi rudimentali ha provato a ripetere quanto successo in Inghilterra e già avvenuto nella notte della strage di Nizza e ai famosi mercatini natalizi di Berlino. Fortunatamente le forze dell’ordine belga hanno sventato l’attacco ancor prima che potesse consumarsi e l’uomo è stato arrestato da una pattuglia delle forze dell’ordine che ha eroicamente inseguito il veicolo che sfrecciava all’impazzata lungo la strada principale della città belga. Fortunatamente l’epilogo è stato ben diverso da quello londinese. Allarme rientrato dopo pochi attimi di paura e un bilancio fermo a zero feriti, soprattutto grazie alla tempestività d’intervento di alcuni agenti delle forze dell’ordine belga.

Attentati, quelli di Londra ed Anversa, fin da subito rivendicati dallo Stato Islamico, compiuti da uomini già noti alle autorità internazionali ma che hanno agito da soli.

Il modus operandi degli attentatori è lo stesso utilizzato a Nizza e sembra ormai essere una costante se si osservano gli attentati che si sono susseguiti, partendo dalla città francese fino ad arrivare alla capitale tedesca o ai più recenti fatti inglesi.

A seguito degli eventi accaduti il grado di allerta in tutti i paesi è stato elevato tra cui anche quello dell’Italia, che ha scelto di adottare misure di sicurezza a livelli massimi anche in vista del summit tra Capi di Stato, previsto in questi giorni per celebrare il 60esimo anno della firma dei Trattati di Roma che sancirono l’inizio dell’Unione Europea. Per questo evento tutto il centro storico della Capitale verrà blindato e protetto da circa cinquemila uomini delle forze armate.

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