Perestrojika italiana: Anno I

La rivoluzione dalle 8 alle 14 nei lavorativi, sabati e domeniche esclusi

Compagni, il Partito ha tirato fuori il Paese dalle secche. Gli ultimi inequivocabili dati giunti dall’Istituto di Statistica del Popolo ci dicono che finalmente la nave va.

Il piano quinquennale varato dal nostro Segretario Renzov ci dice che la strada della Repubblica Democratica Italiana è senz’altro in discesa: siamo diretti verso il Sol dell’Avvenire.

Anche Padoanijskjy ne è sicuro, con questa crescita trimestrale del + 0,1% sarà possibile costruire nuove fabbriche in Calabria e per questo abbiamo deciso di investire almeno parte del futuro avanzo primario nella offerta economica alla Russia neozarista di trasferirci il mausoleo di Lenin per poterlo consegnare noi così ad una destinazione più consona come la Piazza del Popolo di Roma.

Da qui, da Roma, ricomincia la nostra battaglia per l’emancipazione del proletariato arrestata un ventennio fa proprio dallo strumento clericale grazie al veleno della religione, l’oppio dei popoli!

Ma passiamo in rassegna i grandi risultati già raggiunti dal partito.

I capi del popolo togati hanno oramai reso chiaro in più di una sentenza del Tribunale del Popolo che nello stivale la proprietà privata non è libera ma soggetta all’interesse pubblico, quindi al nostro, quello del Partito.

I capi del popolo di fabbrica vigilano su industria e società civile aggredendo ogni possibilità di profitto. E possiamo dire con serenità che il profitto nel nostro Paese è oramai definitivamente sconfitto!

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I privilegi del ceto politico sono immediatamente scomparsi dal momento che l’unico ceto politico siamo divenuti noi e e che noi siamo voi e che voi siete il popolo e quindi i privilegi sono vostri anche se li godiamo noi.

Con la nuova riforma del lavoro abbiamo vincolato invece l’esistenza di una società all’assunzione a tempo indeterminato a tutele crescenti dei lavoratori, e per questa strada abbiamo fottuto definitivamente gli evasori fiscali cui presto cancelleremo dalla cartina economica italiana le maledette imprese!

Gli investimenti? Il paradiso in terra è oggi, non domani!

E’ vero c’è un emigrazione in doppia cifra di alcuni nostri vili giovani concittadini che preferiscono cercare di arricchirsi in modo esorbitante in paesi del blocco demoplutocratico abbandonando il belpaese, si tratta di avidi soggetti cui non basta l’efficienza dei servizi sociali che i soviet italiani sono in grado di offrire a tutti quanti noi compagni: tranquilli, gl’abbiamo già sguinzagliato contro la Digos e la Guardia di Finanza.

In ogni caso per sconfiggere queste voci negative è pronta la riforma istituzionale del partito unico, d’accordo è una formalità ma così ci invidierà anche il compagno Tsipras!

E’ vero, tutti questi successi ci costringeranno ragionevolmente a dover metabolizzare nel futuro prossimo una spinta immigratoria straordinaria. Il terrorismo islamico? Non si tratta dell’Islam! Non è certamente solo il mondo islamico ad avere grande ansia di abbracciare il postsovietismo italiano. Gli incappucciati con il mitragliatore? Non è come sembra. Sono solo timidi.

In ogni caso contro qualsiasi minaccia il partito ha allertato i vigili urbani, gli Ispettori dell’Agenzia delle Entrate ed Equitalia. Una selva di sanzioni amministrative attende i terroristi: dalle 8 alle 14 tutti i giorni lavorativi, naturalmente sabati e domeniche esclusi.

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