TERREMOTO: MARCHE ED UMBRIA IN GINOCCHIO

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La terra trema di nuovo nel centro Italia la mattina del 30 Ottobre. L’epicentro questa volta è a 6 kilometri Norcia, con una magnitudo di 6.5 scatenatosi a 9 kilometri di profondità dalla crosta.

Le città sono completamente rase al suolo, colpisce in particolar modo la basilica di San Benedetto nella piazza principale di Norcia, praticamente distrutta.

Il sisma è stato avvertito in tutta Italia, in particolar modo spaventa la Capitale, che, per prevenire spiacevoli incidenti chiude le scuole romane per svolgere delle perizie di controllo. Chiuse nelle prime ore dopo il sisma anche le linee delle metropolitane.

Per intensità il terremoto del 30 Ottobre supera quello dell’Irpinia del 1980. Miracolosamente per la seconda volta consecutiva non ci sono state vittime, solo tanta paura.

Questa volta, oltre al problema dei vari paesi rasi completamente al suolo, viene a crearsi il problema della viabilità, in quanto la caduta di massi sulle strade è in costante aumento. Di fatti la strada tra Preci e Visso è allagata per via di una deviazione di alcuni massi delle correnti fluviali, che, avrebbero fatto allagare la strada.

La macchina operativa della protezione civile si è attivata in pochi istanti, impegnati nella tutela delle zone rosse, delle persone e della liberazione delle arterie stradali per permettere il flusso di soccorsi e viveri.

Si stanno trasferendo sulle coste tutte le popolazioni colpite, principalmente in strutture ricettive e stabili pubblici.

Lanciato l’appello dal Presidente della regione Umbria a tutta Italia sulla beneficenza di vestiario, viveri e soldi per garantire un clima sicuro tra la popolazione colpita. Mentre il Presidente del Consiglio lancia un messaggio di dolore e solidarietà nei confronti delle persone che non hanno più un abitazione e rassicura tutta Italia dicendo che lo Stato s’impegna a ricostruire tutti gli edifici crollati.

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