Ventiduesima maratona di Roma

Forte messaggio dell’Italia al terrorismo, ma ovviamente l’inciviltà non si fa mai mancare

Domenica 10 Aprile si è svolta a Roma la 22esima Maratona della Capitale, sponsorizzata da una nota marca americana. Controlli efficienti si dalla all’alba, strade bloccate e sorvegliate dalle forze armate e dai volontari. La maratona si è divisa in tre gare, la trans-cittadina ( lunga 5 kilometri), la trans- canina e la maratona per atleti professionisti lunga 42 kilometri. Un evento che ha raccolto, tra civili e forse dell’ordine circa centomila persone. Un evento che ricorda agli atleti ed ai cittadini di tutta Roma, che la città è di loro appartenenza. Un evento che ha raccolto persone di tutto il mondo, ricordando il valore dell’umanità e della amicizia tra tutti i popoli della terra. Tuttavia, anche se i costi sono stati ammortizzati da enti privati, le spese dello stato italiano per la pulizia sono state altissime, visto che l’inquinamento è stato notevole e le coperte di alluminio fornite agli atleti nel post gara hanno tappezzato la città eterna.

Come al solito, da una parte gli ideali di unione dei popoli non mancano mai, ma altrettanto a mettere i bastoni tra le ruote ce stata l’inciviltà di alcuni atleti, che urinavano e defecavano all’aria aperta davanti a bambini e alle televisioni in diretta mondiale.

L’evento quindi può dirsi riuscito se si parla di campagne di sensibilizzazione al razzismo e all’orgoglio italiano, ma dall’altra parte è stato un fallimento, se si pensa agli atti di inciviltà commessi da alcuni atleti.

Ottima la presenza della croce rossa, che ha soccorso tutti gli atleti in difficoltà tra il caldo che ha stordito diverse persone, l’inquinamento che non ha giovato ai polmoni degli atleti ed agli ormai quotidiani rischi del mestiere degli atleti ovvero gli infortuni agli arti inferiori.

Un evento straordinario, che ha coinvolto tantissime persone e si può dire che abbia dato un forte messaggio al terrorismo che ha pervaso le altre città europee. Resta sempre il punto nero dell’inciviltà e dell’inquinamento che costerà allo stato italiano molto caro. Ma di questo lo Stato non ha colpa, sta alle persone avere senso civico.

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